martedì 9 ottobre 2007

Anni ruggenti

Sono nostalgica fino alla punta delle ballerine, e tutte le volte che l'attualità mi fa ripiombare nel passato mi domando spesso quale futuro ci si possa attendere (ma cosa diavolo ho scritto?).
Di questi tempi si fa un gran parlare di
proibizionismo, delle conseguenze di guerre "terminate" e di conflitti mai spenti, di antipolitica e di pantaloni a vita alta: per una ballerina pacifista che si ubriaca poco e che ha sempre avuto le idee chiare sulla politica, abituarsi nuovamente a portare i calzoni fin sotto al seno è una vera impresa (soprattutto quando nel 1990 si svuotano gli armadi per far posto alle nuove tendenze).
Del resto tutto torna, come i pantaloni a vita altissima, persino le leggi fanno questa fine.
La superba Mary e il brillante Andrea via etere e con tanta ironia tutte le sere mi inondano di notizie inutili, molte delle quali non richiamano affatto la mia attenzione e dopo dieci minuti le ho già scordate (ma mica li ascolto per informarmi): l'altra sera però restai di stucco all'ascolto di questa notizia, non credetti a ciò che stavo ascoltando; di episodi del genere se ne possono raccontare molti, altrettanti sindaci hanno adottato le più disparate misure, ma senza una vera legge che "regolamenti" la questione e ponga freno soprattutto allo sfruttamento non si ottiene granché. In trasmissione poi è intervenuta l'onorevole Guadagno che ovviamente ha sparato a zero contro l'iniziativa dello zelante amministratore locale: nel 1931 non esisteva nemmeno la parola transessuale ed è un controsenso ritenere mascheramento un atto riconosciuto naturale dalle stesse persone in causa; Vladimir inoltre trovava assurdo il fatto che in questo modo a Montesilvano le donne biologiche possano continuare ad "elargire favori sessuali a pagamento" senza che questa legge ammuffita le coinvolga, creando una innegabile disparità di trattamento.
(ed ha detto ciò che è stato citato poi anche nell'articolo)
Ieri mattina mi sono scontrata con la realtà: uno dei miei colleghi, rendendo nota la vicenda a tutto l'ufficio, lodava a più riprese l'iniziativa raccogliendo ovviamente un larghissimo consenso tra i soddisfatti lavoratori (tutti maschi). "Vedere le prostitute non mi da' mica fastidio" dicevano tutti in coro, peccato però che almeno due su tre conoscessero alla perfezione le zone di stazionamento dei viados dei relativi paesi. Confortante.
Sono intervenuta quindi esprimendo il mio parere: per quanto possano essere condivisibili gli sforzi per arginare il problema (a Milano in Viale degli Abruzzi ne hanno una caterva di ragioni per lamentarsi dei viados), non posso dimenticare che la legge è uguale per tutti...e tutte. Quando c'è anarchia, le conseguenze possono essere solo queste, ossia discriminatorie.
Cito un detto anche se non lo ricordo alla perfezione, prego chiunque di correggermi: nella storia accadono le tragedie, quando poi la stessa storia si ripete si cade nel ridicolo.
Ecco cosa era già successo nel passato: proibizionismo, antipolitica, guerre "terminate" e conflitti mai spenti, tralascio il link ad un articolo che possa ricordare cosa significasse mantenere un certo "stile di vita" in quel periodo (andate di fantasia). Qualcuno mi spiega però perché dovrei portare dei pantaloni che danno fastidio al push-up? Che moda esasperata.

Gruppo Italiano - Anni ruggenti