
Uffa, è di nuovo lunedì…
E la nenia settimanale riprende, e la vostra Carrie inizia come sempre a pensare al prossimo fine settimana, sarà danzante, artistico, godereccio o di gite fuori porta… e il pensiero di quelle poche ore che in essemmessese contraggo in wknd mi da quel picco di energia necessario per sopportare le piccole e grandi noie di tutti i giorni, e se il lunedì le occhiaie la fanno da padrona, il mercoledì spesso un’uscita da una sferzata alla metà settimana, il giovedì si pensa al venerdì e il venerdì, beh il venerdì I can’t wait…
E proprio mentre questo circolo (vizioso? virtuoso?) sembra fatto per riproporsi all’infinito e il corpo quasi si è assuefatto a questa curva dell’interesse e dell’adrenalina con periodo pari a 7 gg, basta un nonnulla per incrinare quell’apparente equilibrio che oltre che instabile è – almeno per la mia natura – estremamente innaturale.
Un foglia che cade o un nuovo getto che verdeggia su un ramo secco, un conoscente che si scopre aver dato un taglio con tutto per lasciare al bancone del check-in vecchie paure e abitudini per iniziare, appena sorpassato il metal detector, una vita in cui l’unica certezza è rappresentata da quel pezzo di carta nella mano col proprio nome stampato insieme ad una fila, un numero e una destinazione. Persino una rondine…non fa primavera, lo sappiamo, ma se lo spirito è già (in)disposto basta quella per slegare la fantasia e lasciarla volare dietro un paio d’ali (in fondo è sempre la rincorsa di un uccello a muovere la fantasia!), e una mente senza briglie pensa a una vita senza orari, senza lunedì o altri nomi che tentino di fermare, dividere, nominare e incasellare il tempo…ma tempus fugit…e invidio il pittore che trascorre le ore osservando una tela o una cattedrale illuminata dalla luce del sole in diversi momenti di diverse giornate e vuole con tutte le forze rubarne il segreto per imprimerlo con pennello e colori, o il poeta in cerca della frase perfetta, o lo stilista che sogna il tessuto ideale per la futura creazione, o lo sceneggiatore che venderebbe un rene per scrivere un nuovo will & grace o sex & the city…insomma chiunque non sia tenuto a ripetere le stesse azioni ogni giorno…anzi, ancora più a fondo, invidio chi è soddisfatto di quel che sta facendo e vivendo…
Poi per fortuna torna lo scudo del cinismo che porta a chiedermi se quel tipo di soddisfazione non è altro che una delle tante invenzioni delle fiabe, riprese poi da abili mestieranti della letteratura, del cinema e della tv per sfruttare sentimenti ed emozioni…ma un dubbio Carrie-atico rimane… è giusto vivere pensando al fine settimana o quando questo accade è il caso di mettere la parola fine al tipo di settimana che stiamo vivendo?